Rockstar Magazine - Ralf Hütter - 01/04/1982
(Italian Version)
Ralf Hütter: Abbiamo iniziato nel 1968 Florian ed io a Düsseldorf, in Germania. Nel 1970 abbiamo costruito il nostro studio, il Kling Klang, al centro della città, vicino alla stazione ferroviaria. Il abbiamo iniziato a lavorare con registratori ed aggeggi elettronici. Nel corso degli anni abbiamo lavorato in maniera molto regolare tutti i giorni e a volte tutte le notti, quando non eravamo in giro a fare concerti. Vi registravamo le nostre ricerche nel campo musicale e ci siamo prodotti il tutti i nostri dischi. Quando abbiamo cominciato, nessuno stava lavorando in questo campo. C'era la scena anglo-americana del rock. Esisteva anche la cosiddetta musica d'avanguardia, ma era costituita da una generazione di compositori ormai vecchi. Quindi abbiamo praticamente iniziato da zero. C'eravamo noi a Düsseldorf, i Tangerine Dream e Klaus Schulze a Berlino. La nuova scena elettronica è perciò iniziata in Germania intorno al 1970. Le basi partivano da un suono assolutamente puro. Infatti Kling significa suono e ancke Klang è un sostantivo che vuol dire suono. Abbiamo iniziato con musica per metà ancora amplificata, poi cisiamo sviluppati, disco dopo disco, fino a diventare interamente elettronici. Con "Autobahn" abbiamo inserito la voce. è stata che la nostra prima sinfonia elettronica. Ci abbiamo lavorato molto e l'idea era di riprodurre in musica un film di viaggio in autostrada fino a renderlo visibile con la nostra musica. "Radioactivity" è stato um omaggio al mondo della radio, perché la musica elettronica ha avuto origine in alcune radio francesi, tedesche ed anche italiane. "Trans Europe Express" abbraccia la situazione europea di questa nuova musica. È come un viaggio tra Düsseldorf, Parigi e Vienna, come un grosso strumento elettronico che attraversa questi paesi europei. "The Man Machine" è un'autodefinizione di quello che sono i Kraftwerk.
Rockstar: L'ultimo album parla dei computer, come mai?
Ralf Hütter: Perché noi facciamo sempre qualcosa di reale e riproduciamo cose che ci succedono. Quando abbiamo fatto "Autobahn" era perché viaggiavamo sempre sulle autostrade, in tour in Germania. "Trans Europe" parlava di quando eravamo in giro per l'Europa ed era l'identificazione con le nostre radici europee. "The Man Machine" trattava delle persone che sono robot fisici. "Computer World" parla invece di programmi ed elaboratori perché è quello che noi facciamo nello studio: programmiamo la musica, programmiamo noi stessi per cui era naturale facessimo un album cosi. Cerchiamo sempre di fare quello che per noi è un areale evoluzione e riprodure la realtà che viviamo, senza fare cose spaziali o elettronica che viene da pianeti tipo Marte.
Rockstar: A Düsseldorf ci sono molte fabbriche. Quanto hanno influenzato la vostra musica?
Ralf Hütter: Düsseldorf è al centro della più grande zona industriale tedesca. La nostra musica credo sia quella della città, della vita urbana. Lavoriamo col suono della città tutto intorno a noi: macchine, treni, fabbriche. Siamo stati in psecial modo influenzati dai ritmi meccanici ripetitivi che la città produce. Pensiamo di dover lavorare nel sontesto della vita quotidiana, anche perchè l'elettronica tende sempre più a volare nel mondo della fantascienza. Noi pensiamo di essere degli operai della musica perché tutti i giorni andiamo nel nostro studio-laboratorio e facciamo questa musica industriale, prodotto di un ritmo molto rigoroso di otto, dieci ore al giorno.
Rockstar: Che approccio avete col vostro studio?
Ralf Hütter: È come una cosa biologica perché all'inizio avevamo questa stanza ed un pugno di strumenti. Nel corso degli anni abbiamo costruito e sviluppato. Adesso lo studio è completamente pieno e possiamo a malapena prire la porta. Siamo spariti per tanto tempo dopo "The Man Machine" perché abbiamo contruito il nuovo studio trasportabile. Abbiamo cambiato tutti gli strumenti e i computer tanto che adesso ce li possiamo portare nei concerti.
Rockstar: Potreste brevettarli e metterli in commercio questi aggeggi che create.
Ralf Hütter: No, perché ce li siamo costruiti su misura. Sono sistemi personali e anche nelle dimensioni non sono adattabili ad altri. Sono come vestiti fatti da sarti e non è possibile duplicarli.
Rockstar: Voi amate il vostro Kling Klang, vero?
Ralf Hütter: Si, abbiamo una relazione semi-erotica con le nostre macchine.
Rockstar: Siete stati i primi, ma oggi in tanti fanno elettronica. Ascoltate qualche gruppo inglese?
Ralf Hütter: Qualche volta ascoltiamo la musica inglese che trasmette la radio tedesca. Ne sentiamo poca però, perché il farlo ci distrarrebbe da quella che produciamo noi. Ascoltarla vuol dire consumarla e di conseguenza subirne le influenze nelle proprie conposizioni. Passiamo por la maggior parte del nostro tempo in studio i quindi possiamo ascoltare musica di altri solo quando viaggiamo in macchina. Sentiamo pochi dischi, quasi tutti di musica etnica. Credo che anche la nostra musica faccia parte di quella popolare fokloristica. È il prodotto etnico dell'era industriale. Comunque si, credi ci siano ottimi complessi e mi sembra importante si stiano allontanando dalla solita stupida chitarra/batteria, cioè da tutto quello che riguarda una scena pop già superata.
Rockstar: Ti ricordi qualche nome?
Ralf Hütter: Una volta ci hanno mandato un disco, "Electricity" degli Orchestral Manoeuvres in the Dark, ed era molto buono. Loro ci avevano visto nel 1975 a Liverpool. La sala era vuota e c'erano solo un centinaio di persone. Ho sentito anche un 45 giri di John Foxx che era molto popolare in Germania. Adesso fanno della buona musica in Inghilterra, però quando noi abbiamo suonato là nel 1975 dicevano che facevamo schifo. Erano tutti hippies orientati sulla lunghezza onda della California. Negli ultimi anni le cose sono cambiate e ce ne siamo accorti già dai cinque concerti che vi abbiamo fatto nel luglio dell'anno scorso.
Rockstar: L'elettronica è oggi divisa nettamente in rumori quasi iascoltabili e pop facile facile.
Ralf Hütter: Noi abbiamo fatto gli esperimenti agli inizi degli anni 70. Per qualche anno abbiamo sperimentato rumori elettronici, ma adesso li facciamo usando più ritmo. Produciamo rumori con computer casalinghi. Riproduciamo suoni di treni, macchine. Per noi musica e rumori è tutt'uno. C'è il suono armonico ben definito e il suono armonico nel senso classico. Nell'ultimo disco ci sono suoni ritmici, rumori bianchi, rumori del parlato, rumori delle percussioni, rumori modulati. Questa è una particolarità del Kraftwerk perché siamo molto ritmici e meccanici.
Rockstar: Vi piace Amanda Lear?
Ralf Hütter: Si, ha dei bei dischi.
Rockstar: È lei "The Model"?
Ralf Hütter: No. "The Model" parla di una ragazza in particolare, però anche di tutte le fotomodelle.
Rockstar: È vero che all'Olympia di Parigi lo show è stato aperto dai vostri manichini e durante gli applausi dopo il primo pezzo vi siete presentati in scena lasciando allibiti gli spettatori?
Ralf Hütter: Si, lo abbiamo fatto anche a New York.
Rockstar: Come mai quel vostro 45 giri in versione giapponese?
Ralf Hütter: Alcuni anni fa ci hanno mandato una cassetta registrata in un club new wave di Tokyo. C'erano alcune nostre canzoni cantate in giapponese e ci è piaciuto il suono dei Kraftwerk in quella lingua. Alcuni giapponesi vivono a Düsseldorf e ci hanno aiutato a tradurre i testi.
Rockstar: Anche i Devo hanno un grosso seguito in Giappone.
Ralf Hütter: È un complesso americano abbastanza buono. Fanno cose consumistiche e sociologiche che riguardano l'era moderna dei supermercati. Noi invece facciamo cose più tedesche, industriali ed elettroniche.
Rockstar: Cosa sta succedendo oggi in Germania?
Ralf Hütter: C'è un problema della vecchia generazione che è stata coinvolta oppure si sente colpevole per l'ultima guerra. A noi però non interessa perché siamo nati dopo. Siamo la generazione del dopo-guerra, della Repubblica Tedesca. Quello che facciamo lo facciamo partendo da zero e forse è per questo che esiste la nuova tradizione musicale tedesca.
Rockstar: Non vi ha mai aiutato nessuno?
Ralf Hütter: No. Praticamente siamo in mezzo ad una strada. Dobbiamo fare tutto da soli: copertine dei dischi, fotografie, interviste, management, riparazione strumenti, fare lo studio, scrivere la musica, cantare, suonare, video, concetti grafici.
Rockstar: La radio tedesca suona i vostri dischi?
Ralf Hütter: In Germania il 70% della musica musica viene dall'America o dall'Inghilterra. Adesso suonano anche la nostra perché siamo accetatti a Londra e New York. Per vedere i nostri dischi suonati in Germania, abbiamo dovuto prima avere successo in Inghilterra e America. è una situazione schizofrenica. Abbiamo anche ripreso a fare concerti dopo sette anni in cui non esistevano le condizioni per poter suonare dal vivo in Germania perché culturalmente è una colonia anglo-americana. È molto difficile sfondare per un gruppo tedesco.
Rockstar: Avete mai sperimentato droghe?
Ralf Hütter: Per un certo periodo si, ma credo che a un certo punto della propria vita bisogna decidere se vuoi restare su o se vuoi andere giù, se vuoi avere la tua energia personale o perderla. Si tratta di accettare i potenziali del proprio corpo senza bisogno di additivi chimici perché c'è già abbastanza inquinamento nell'aria, come a Seveso. Si, credo ci siano già abbastanza droghe chimiche nell'inquinamento, senza bisogno di immetterne altre a pagamento.
Rockstar: Stiamo vivendo un pessimo momento.
Ralf Hütter: Si, Ho letto anche che il livello genetico del mondo occidentale sta degradando. Forse fra qualche centinaio di anni saremo sempre più deformati. Immagino sarà possibile, se prima non fermano l'inquinamento per andare in una direzione positiva. Bisogna fare presto però perché i miei genitori riuscivano a nuotare nel Reno ma se ci vai oggi dopo cinque minuti bisogna chiamare il dottore perché la pelle si disintegra.
Rockstar: Non credi che il corpo umano si possa adattare a questa nuova situazione?
Ralf Hütter: No, non credo. Mi chiedo se tutte queste malattie, tipo cancro o tumori, che prima non c'erano non abbiano a che fare con questo inquinamento.
Rockstar: Ci sono troppo industrie o troppo menefreghismo e corruzione?
Ralf Hütter: Vanno mano nella mano. Alla base c'è l'intenzione di farla franca. Producono e fabbricano cose lucrando grossi guadagni e buttano gli scarti nel Reno. Ovviamente c'è altra gente che vive lungo il fiume e che soffre per questo. Anche le stesse persone che creano inquinamento presto finiranno anche loro a dover mangiare quello che mangiano gli altri. Tutto quello che mandi fuori, in un qualche modo ti torna indietro. Se non ti arriva direttamente o dopo cinque, sei anni, ti ritorna attraverso i tuoi figli. Questa gente deve capire una filosofia di vita completamente diversa. Può sembrare strano, ma quello che cerchiamo di fare con produzioni elettroniche, riproduzione sui dischi e attraverso i video, è imparare di più su noi stessi e sui modi in cui potremo vivere.
Interview to Red Ronnie - Italy


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Updated: November 25, 2007