| Ralf
Hütter: Abbiamo iniziato nel 1968 Florian
ed io a Düsseldorf, in Germania. Nel 1970 abbiamo costruito il nostro studio,
il Kling Klang, al centro della città, vicino alla stazione ferroviaria.
Il abbiamo iniziato a lavorare con registratori ed aggeggi elettronici.
Nel corso degli anni abbiamo lavorato in maniera molto regolare tutti i
giorni e a volte tutte le notti, quando non eravamo in giro a fare concerti.
Vi registravamo le nostre ricerche nel campo musicale e ci siamo prodotti
il tutti i nostri dischi. Quando abbiamo cominciato, nessuno stava lavorando
in questo campo. C'era la scena anglo-americana del rock. Esisteva anche
la cosiddetta musica d'avanguardia, ma era costituita da una generazione
di compositori ormai vecchi. Quindi abbiamo praticamente iniziato da zero.
C'eravamo noi a Düsseldorf, i Tangerine Dream e Klaus Schulze a Berlino.
La nuova scena elettronica è perciò iniziata in Germania intorno al 1970.
Le basi partivano da un suono assolutamente puro. Infatti Kling significa
suono e ancke Klang è un sostantivo che vuol dire suono. Abbiamo iniziato
con musica per metà ancora amplificata, poi cisiamo sviluppati, disco dopo
disco, fino a diventare interamente elettronici. Con "Autobahn" abbiamo
inserito la voce. è stata che la nostra prima sinfonia elettronica. Ci abbiamo
lavorato molto e l'idea era di riprodurre in musica un film di viaggio in
autostrada fino a renderlo visibile con la nostra musica. "Radioactivity"
è stato um omaggio al mondo della radio, perché la musica elettronica ha
avuto origine in alcune radio francesi, tedesche ed anche italiane. "Trans
Europe Express" abbraccia la situazione europea di questa nuova musica.
È come un viaggio tra Düsseldorf, Parigi e Vienna, come un grosso strumento
elettronico che attraversa questi paesi europei. "The Man Machine" è un'autodefinizione
di quello che sono i Kraftwerk. |
| Rockstar:
L'ultimo album parla dei computer, come mai? |
| Ralf
Hütter: Perché noi facciamo sempre qualcosa
di reale e riproduciamo cose che ci succedono. Quando abbiamo fatto "Autobahn"
era perché viaggiavamo sempre sulle autostrade, in tour in Germania. "Trans
Europe" parlava di quando eravamo in giro per l'Europa ed era l'identificazione
con le nostre radici europee. "The Man Machine" trattava delle persone che
sono robot fisici. "Computer World" parla invece di programmi ed elaboratori
perché è quello che noi facciamo nello studio: programmiamo la musica, programmiamo
noi stessi per cui era naturale facessimo un album cosi. Cerchiamo sempre
di fare quello che per noi è un areale evoluzione e riprodure la realtà
che viviamo, senza fare cose spaziali o elettronica che viene da pianeti
tipo Marte. |
| Rockstar:
A Düsseldorf ci sono molte fabbriche. Quanto hanno
influenzato la vostra musica? |
| Ralf
Hütter: Düsseldorf è al centro della più
grande zona industriale tedesca. La nostra musica credo sia quella della
città, della vita urbana. Lavoriamo col suono della città tutto intorno
a noi: macchine, treni, fabbriche. Siamo stati in psecial modo influenzati
dai ritmi meccanici ripetitivi che la città produce. Pensiamo di dover lavorare
nel sontesto della vita quotidiana, anche perchè l'elettronica tende sempre
più a volare nel mondo della fantascienza. Noi pensiamo di essere degli
operai della musica perché tutti i giorni andiamo nel nostro studio-laboratorio
e facciamo questa musica industriale, prodotto di un ritmo molto rigoroso
di otto, dieci ore al giorno. |
| Rockstar:
Che approccio avete col vostro studio? |
| Ralf
Hütter: È come una cosa biologica perché
all'inizio avevamo questa stanza ed un pugno di strumenti. Nel corso degli
anni abbiamo costruito e sviluppato. Adesso lo studio è completamente pieno
e possiamo a malapena prire la porta. Siamo spariti per tanto tempo dopo
"The Man Machine" perché abbiamo contruito il nuovo studio trasportabile.
Abbiamo cambiato tutti gli strumenti e i computer tanto che adesso ce li
possiamo portare nei concerti. |
| Rockstar:
Potreste brevettarli e metterli in commercio questi
aggeggi che create. |
| Ralf
Hütter: No, perché ce li siamo costruiti
su misura. Sono sistemi personali e anche nelle dimensioni non sono adattabili
ad altri. Sono come vestiti fatti da sarti e non è possibile duplicarli. |
| Rockstar:
Voi amate il vostro Kling Klang, vero? |
| Ralf
Hütter: Si, abbiamo una relazione semi-erotica
con le nostre macchine. |
| Rockstar:
Siete stati i primi, ma oggi in tanti fanno elettronica.
Ascoltate qualche gruppo inglese? |
| Ralf
Hütter: Qualche volta ascoltiamo la musica
inglese che trasmette la radio tedesca. Ne sentiamo poca però, perché il
farlo ci distrarrebbe da quella che produciamo noi. Ascoltarla vuol dire
consumarla e di conseguenza subirne le influenze nelle proprie conposizioni.
Passiamo por la maggior parte del nostro tempo in studio i quindi possiamo
ascoltare musica di altri solo quando viaggiamo in macchina. Sentiamo pochi
dischi, quasi tutti di musica etnica. Credo che anche la nostra musica faccia
parte di quella popolare fokloristica. È il prodotto etnico dell'era industriale.
Comunque si, credi ci siano ottimi complessi e mi sembra importante si stiano
allontanando dalla solita stupida chitarra/batteria, cioè da tutto quello
che riguarda una scena pop già superata. |
| Rockstar:
Ti ricordi qualche nome? |
| Ralf
Hütter: Una volta ci hanno mandato un disco,
"Electricity" degli Orchestral Manoeuvres in the Dark, ed era molto buono.
Loro ci avevano visto nel 1975 a Liverpool. La sala era vuota e c'erano
solo un centinaio di persone. Ho sentito anche un 45 giri di John Foxx che
era molto popolare in Germania. Adesso fanno della buona musica in Inghilterra,
però quando noi abbiamo suonato là nel 1975 dicevano che facevamo schifo.
Erano tutti hippies orientati sulla lunghezza onda della California. Negli
ultimi anni le cose sono cambiate e ce ne siamo accorti già dai cinque concerti
che vi abbiamo fatto nel luglio dell'anno scorso. |
| Rockstar:
L'elettronica è oggi divisa nettamente in rumori quasi
iascoltabili e pop facile facile. |
| Ralf
Hütter: Noi abbiamo fatto gli esperimenti
agli inizi degli anni 70. Per qualche anno abbiamo sperimentato rumori elettronici,
ma adesso li facciamo usando più ritmo. Produciamo rumori con computer casalinghi.
Riproduciamo suoni di treni, macchine. Per noi musica e rumori è tutt'uno.
C'è il suono armonico ben definito e il suono armonico nel senso classico.
Nell'ultimo disco ci sono suoni ritmici, rumori bianchi, rumori del parlato,
rumori delle percussioni, rumori modulati. Questa è una particolarità del
Kraftwerk perché siamo molto ritmici e meccanici. |
| Rockstar:
Vi piace Amanda Lear? |
| Ralf
Hütter: Si, ha dei bei dischi. |
| Rockstar:
È lei "The Model"? |
| Ralf
Hütter: No. "The Model" parla di una ragazza
in particolare, però anche di tutte le fotomodelle. |
| Rockstar:
È vero che all'Olympia di Parigi lo show è stato aperto
dai vostri manichini e durante gli applausi dopo il primo pezzo vi siete
presentati in scena lasciando allibiti gli spettatori? |
| Ralf
Hütter: Si, lo abbiamo fatto anche a New
York. |
| Rockstar:
Come mai quel vostro 45 giri in versione giapponese? |
| Ralf
Hütter: Alcuni anni fa ci hanno mandato una
cassetta registrata in un club new wave di Tokyo. C'erano alcune nostre
canzoni cantate in giapponese e ci è piaciuto il suono dei Kraftwerk in
quella lingua. Alcuni giapponesi vivono a Düsseldorf e ci hanno aiutato
a tradurre i testi. |
| Rockstar:
Anche i Devo hanno un grosso seguito in Giappone. |
| Ralf
Hütter: È un complesso americano abbastanza
buono. Fanno cose consumistiche e sociologiche che riguardano l'era moderna
dei supermercati. Noi invece facciamo cose più tedesche, industriali ed
elettroniche. |
| Rockstar:
Cosa sta succedendo oggi in Germania? |
| Ralf
Hütter: C'è un problema della vecchia generazione
che è stata coinvolta oppure si sente colpevole per l'ultima guerra. A noi
però non interessa perché siamo nati dopo. Siamo la generazione del dopo-guerra,
della Repubblica Tedesca. Quello che facciamo lo facciamo partendo da zero
e forse è per questo che esiste la nuova tradizione musicale tedesca. |
| Rockstar:
Non vi ha mai aiutato nessuno? |
| Ralf
Hütter: No. Praticamente siamo in mezzo ad
una strada. Dobbiamo fare tutto da soli: copertine dei dischi, fotografie,
interviste, management, riparazione strumenti, fare lo studio, scrivere
la musica, cantare, suonare, video, concetti grafici. |
| Rockstar:
La radio tedesca suona i vostri dischi? |
| Ralf
Hütter: In Germania il 70% della musica musica
viene dall'America o dall'Inghilterra. Adesso suonano anche la nostra perché
siamo accetatti a Londra e New York. Per vedere i nostri dischi suonati
in Germania, abbiamo dovuto prima avere successo in Inghilterra e America.
è una situazione schizofrenica. Abbiamo anche ripreso a fare concerti dopo
sette anni in cui non esistevano le condizioni per poter suonare dal vivo
in Germania perché culturalmente è una colonia anglo-americana. È molto
difficile sfondare per un gruppo tedesco. |
| Rockstar:
Avete mai sperimentato droghe? |
| Ralf
Hütter: Per un certo periodo si, ma credo
che a un certo punto della propria vita bisogna decidere se vuoi restare
su o se vuoi andere giù, se vuoi avere la tua energia personale o perderla.
Si tratta di accettare i potenziali del proprio corpo senza bisogno di additivi
chimici perché c'è già abbastanza inquinamento nell'aria, come a Seveso.
Si, credo ci siano già abbastanza droghe chimiche nell'inquinamento, senza
bisogno di immetterne altre a pagamento. |
| Rockstar:
Stiamo vivendo un pessimo momento. |
| Ralf
Hütter: Si, Ho letto anche che il livello
genetico del mondo occidentale sta degradando. Forse fra qualche centinaio
di anni saremo sempre più deformati. Immagino sarà possibile, se prima non
fermano l'inquinamento per andare in una direzione positiva. Bisogna fare
presto però perché i miei genitori riuscivano a nuotare nel Reno ma se ci
vai oggi dopo cinque minuti bisogna chiamare il dottore perché la pelle
si disintegra. |
| Rockstar:
Non credi che il corpo umano si possa adattare a questa
nuova situazione? |
| Ralf
Hütter: No, non credo. Mi chiedo se tutte
queste malattie, tipo cancro o tumori, che prima non c'erano non abbiano
a che fare con questo inquinamento. |
| Rockstar:
Ci sono troppo industrie o troppo menefreghismo e
corruzione? |
| Ralf
Hütter: Vanno mano nella mano. Alla base
c'è l'intenzione di farla franca. Producono e fabbricano cose lucrando grossi
guadagni e buttano gli scarti nel Reno. Ovviamente c'è altra gente che vive
lungo il fiume e che soffre per questo. Anche le stesse persone che creano
inquinamento presto finiranno anche loro a dover mangiare quello che mangiano
gli altri. Tutto quello che mandi fuori, in un qualche modo ti torna indietro.
Se non ti arriva direttamente o dopo cinque, sei anni, ti ritorna attraverso
i tuoi figli. Questa gente deve capire una filosofia di vita completamente
diversa. Può sembrare strano, ma quello che cerchiamo di fare con produzioni
elettroniche, riproduzione sui dischi e attraverso i video, è imparare di
più su noi stessi e sui modi in cui potremo vivere. |
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| Interview to Red Ronnie - Italy |
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