| Ciao
2001: C'è una domanda che molti ragazzi si pongono
quando ascoltano la vostra musica e quando guardano la vostra immagine.
Esso è molto bene espresso dalla copertina del vostro penultimo album "The
Man Machine". I colori sono il rosso e il nero. La vostra immagine è avvicinabile
a una specie di SS decadenti, mentre però il vostro sguardo è fisso all´Est,
mentre alcune note di copertina sono in russo. Insomma, da che parte state? |
| Ralf
Hütter: Il nostro confronto con la realtà
non è ideologico, ma culturale. Il concetto generale in cui ci muoviamo
può essere definito futurismo tecnologico. Siamo stati molto influenzati
dal movimenti architettonico e artistico della Bauhaus tedesca degli anni
trenta, ma anche dal movimento libertario della Russia immediatamente post-rivoluzionaria.
Insomma, in noi c'è una fusione tra le nuove idee portate dalla società
russa negli anni venti, e la tecnologia tedesca sviluppatasi intorno alla
stessa epoca. |
| Ciao
2001: Perché questa fusione? |
| Ralf
Hütter: Noi operiamo una fusione degli ultimi
autentici contributi della cultura umanistica e tecnologica autenticamente
europea, o mitteleuropea se preferisci. Dopo la guerra, l'Europa è stata
invasa dal neo-colonialismo industriale americano. Noi cerchiamo di ristabilire
una nostra identità europea, in alternativa all´imperialismo culturale e
consumistico americano.a |
| Ciao
2001: Ma rifarsi agli anni Venti i Trenta è davvero
guardare verso il futuro? |
| Ralf
Hütter: Le società europee degli anni Trenta
erano in ogni senso più progredite di quelle attuali, specie dal punto di
vista della creatività tecnologica e artistica. Per poter avanzare verso
il futuro, bisogna dunque prima ritornare a quegli anni e ripartire in senso
verticale, cancellando il passo indietro determinato dalla colonizzazione
americana dell'Europa avvenuta nel dopoguerra. |
| Ciao
2001: Com'è avvenuta in voi questa presa di coscienza? |
| Ralf
Hütter: Progressivamente. Con i primi due
LP, negli anni Settanta, ci siamo preoccupati di trovare un nostro particolare
suono. Con il terzo ci siamo preoccupati delle armonie e delle melodie.
Con il quarto e il quinto abbiamo aggiunto le parole, spesso in tedesco.
"Trans Europe Express" è l'album dell'identità mitteleuropea, ove tentiamo
anche di resuscitare sotto specie futuriste, la tradizione popolare musicale
tedesca più autentica, quella del cabaret. Con "The Man Machine" abbiamo
completato il discorso sull'identità europea, e abbiamo iniziato la nuova
fase, l'indicazione del mondo così com'è ora, il mondo meccanizzato e industriale
dell'uomo macchina. |
| Ciao
2001: E con l'ultimo LP? |
| Ralf
Hütter: Dopo aver mostrato con il penultimo
LP la meccanizzazione fisica dell'uomo moderno, con "Computer World" siamo
passati a mostrare la sua meccanizzazione mentale, che è molto più sottile
e sfuggente alla percezione quotidiana. |
| Ciao
2001: In tutto questo contesto, como vedete voi
stessi? |
| Ralf
Hütter: Noi ci definiamo dei lavoratori musicali,
non utilizziamo di proposito definizioni romantiche come "artisti", "Musicisti",
eccetera. Il nostro è costruttivismo: noi vogliamo fabbricare, mostrare
una nuova concezione della produttività dell'individuo, della società, o
in un altro senso, vogliamo fare della vera e propria arte quotidiana. Abbiamo
voluto lo studio mobile Kling Klang completamente computerizzato, per poter
portare com noi la nostra fabbrica nei nostri spostamenti... |
| Ciao
2001: Ma i lavoratori hanno orari e turni fissi... |
| Ralf
Hütter: Pure noi. Lavoriamo da otto a dieci
ore al giorno in studio, sei giorni alla settimana... |
| Ciao
2001: Si dice che abbiate una passione per le
discoteche. Come mai? |
| Ralf
Hütter: La discoteche è il lato industriale
della musica: musica totalmente automatizzata, musica degli speakers, impersonale,
senza funzioni particolari o valori critici. Per noi è il posto ideale per
andare a stabilire un contatto elettronico tra noi e la gente, tra noi e
i nostri amici. Insomma, per noi la discoteche è un simbolo della vita pubblica
moderna, una specie di living-room industriale. |
| Ciao
2001: Sia in Germania (vedi i Deutsch Amerikanische
Freundschaft, prodotti dal vostro stesso sound engineer Connie Plank) che
in Inghilterra (vedi soprattutto Ultravox, Visage, Spandau Ballet) stanno
sorgendo gruppi elettronico/futuristi che si richiamano direttamente, ognuno
a suo modo, al vostro lavoro. Come vedete questo fatto? |
| Ralf
Hütter: Positivo, in ogni caso. Tutto ciò
che va verso il futuro, verso una nuova musiuca, per noi è positivo. In
Germania c'è tutta una serie du nuovi gruppi che ci sta scoprendo e seguendo:
si tratta di una indubbia rinascenza musicale che certamente ci deve qualcosa
(storicamente esistiamo ormai da undici anni). Con i Deutsch Amerikanische
Freundschaft siamo amici, ci vediamo quasi tutti i giorni. |
| Ciao
2001: Nei vostri primi LP i Kraftwerk erano due:
tu e Florian. Come è nata l'esigenza della formazione a quattro? |
| Ralf
Hütter: Un'esigenza di ampliare la comunicazione
cerebrale. Io e Florian abbiamo sempre cercato di constituire un nucleo
a quattro, ma i tentativi fallivano perché non riuscivamo a trovare dei
misicisti disposti a considerarsi come lavoratori musicali, a lovarare duramente
in studio ogni giorno, con la medesima totale applicazione. Infine, con
Wolfgang e Karl, abbiamo trovato le nostre anime gemelle. |
| Ciao
2001: L'estate scorsa, avete effettuato la prima
tournée mondiale della vostra carriera... |
| Ralf
Hütter: Siamo stati in Bulgaria (in due concerti,
sono venuti a vederci oltre 25.000 persone), in Polonia (dove abbiamo suonato
nel centro sindacale di Solidarnosc), in Australia, in Giappone e in India.
La tournée riprenderà quaest'autunno: andremo nella Germania Orientale,
nell'Unione Sovietica. Poi abbiamo programmato sei mesi da passare in studio
per la realizzazione del nuovo album. |
| Ciao
2001: Avete già qualche idea? |
| Ralf
Hütter: Ancora molto vaghe. Certo il nuovo
album incorporerà le esperienze di questa enorme tournée mondiale, con tutti
gli scambi che abbiamo avuto con culture così diverse. Intanto, in questi
giorni, per rafforzare l'immagine europea del nostro tipo di comunicazione
elettronica, abbiamo deciso di incidere l'ultimo 45 giri, "Pocket Calculator",
in lingua italiana e in lingua francese. Nei mesi scorsi l'avevamo già registrato
in tedesco, in inglese e in giapponese... |
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Interview
to Manuel Insolera
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