Ciao 2001 Magazine - Ralf Hütter - November 1981
(Italian Version)
Ciao 2001: C'è una domanda che molti ragazzi si pongono quando ascoltano la vostra musica e quando guardano la vostra immagine. Esso è molto bene espresso dalla copertina del vostro penultimo album "The Man Machine". I colori sono il rosso e il nero. La vostra immagine è avvicinabile a una specie di SS decadenti, mentre però il vostro sguardo è fisso all´Est, mentre alcune note di copertina sono in russo. Insomma, da che parte state?
Ralf Hütter: Il nostro confronto con la realtà non è ideologico, ma culturale. Il concetto generale in cui ci muoviamo può essere definito futurismo tecnologico. Siamo stati molto influenzati dal movimenti architettonico e artistico della Bauhaus tedesca degli anni trenta, ma anche dal movimento libertario della Russia immediatamente post-rivoluzionaria. Insomma, in noi c'è una fusione tra le nuove idee portate dalla società russa negli anni venti, e la tecnologia tedesca sviluppatasi intorno alla stessa epoca.
Ciao 2001: Perché questa fusione?
Ralf Hütter: Noi operiamo una fusione degli ultimi autentici contributi della cultura umanistica e tecnologica autenticamente europea, o mitteleuropea se preferisci. Dopo la guerra, l'Europa è stata invasa dal neo-colonialismo industriale americano. Noi cerchiamo di ristabilire una nostra identità europea, in alternativa all´imperialismo culturale e consumistico americano.a
Ciao 2001: Ma rifarsi agli anni Venti i Trenta è davvero guardare verso il futuro?
Ralf Hütter: Le società europee degli anni Trenta erano in ogni senso più progredite di quelle attuali, specie dal punto di vista della creatività tecnologica e artistica. Per poter avanzare verso il futuro, bisogna dunque prima ritornare a quegli anni e ripartire in senso verticale, cancellando il passo indietro determinato dalla colonizzazione americana dell'Europa avvenuta nel dopoguerra.
Ciao 2001: Com'è avvenuta in voi questa presa di coscienza?
Ralf Hütter: Progressivamente. Con i primi due LP, negli anni Settanta, ci siamo preoccupati di trovare un nostro particolare suono. Con il terzo ci siamo preoccupati delle armonie e delle melodie. Con il quarto e il quinto abbiamo aggiunto le parole, spesso in tedesco. "Trans Europe Express" è l'album dell'identità mitteleuropea, ove tentiamo anche di resuscitare sotto specie futuriste, la tradizione popolare musicale tedesca più autentica, quella del cabaret. Con "The Man Machine" abbiamo completato il discorso sull'identità europea, e abbiamo iniziato la nuova fase, l'indicazione del mondo così com'è ora, il mondo meccanizzato e industriale dell'uomo macchina.
Ciao 2001: E con l'ultimo LP?
Ralf Hütter: Dopo aver mostrato con il penultimo LP la meccanizzazione fisica dell'uomo moderno, con "Computer World" siamo passati a mostrare la sua meccanizzazione mentale, che è molto più sottile e sfuggente alla percezione quotidiana.
Ciao 2001: In tutto questo contesto, como vedete voi stessi?
Ralf Hütter: Noi ci definiamo dei lavoratori musicali, non utilizziamo di proposito definizioni romantiche come "artisti", "Musicisti", eccetera. Il nostro è costruttivismo: noi vogliamo fabbricare, mostrare una nuova concezione della produttività dell'individuo, della società, o in un altro senso, vogliamo fare della vera e propria arte quotidiana. Abbiamo voluto lo studio mobile Kling Klang completamente computerizzato, per poter portare com noi la nostra fabbrica nei nostri spostamenti...
Ciao 2001: Ma i lavoratori hanno orari e turni fissi...
Ralf Hütter: Pure noi. Lavoriamo da otto a dieci ore al giorno in studio, sei giorni alla settimana...
Ciao 2001: Si dice che abbiate una passione per le discoteche. Come mai?
Ralf Hütter: La discoteche è il lato industriale della musica: musica totalmente automatizzata, musica degli speakers, impersonale, senza funzioni particolari o valori critici. Per noi è il posto ideale per andare a stabilire un contatto elettronico tra noi e la gente, tra noi e i nostri amici. Insomma, per noi la discoteche è un simbolo della vita pubblica moderna, una specie di living-room industriale.
Ciao 2001: Sia in Germania (vedi i Deutsch Amerikanische Freundschaft, prodotti dal vostro stesso sound engineer Connie Plank) che in Inghilterra (vedi soprattutto Ultravox, Visage, Spandau Ballet) stanno sorgendo gruppi elettronico/futuristi che si richiamano direttamente, ognuno a suo modo, al vostro lavoro. Come vedete questo fatto?
Ralf Hütter: Positivo, in ogni caso. Tutto ciò che va verso il futuro, verso una nuova musiuca, per noi è positivo. In Germania c'è tutta una serie du nuovi gruppi che ci sta scoprendo e seguendo: si tratta di una indubbia rinascenza musicale che certamente ci deve qualcosa (storicamente esistiamo ormai da undici anni). Con i Deutsch Amerikanische Freundschaft siamo amici, ci vediamo quasi tutti i giorni.
Ciao 2001: Nei vostri primi LP i Kraftwerk erano due: tu e Florian. Come è nata l'esigenza della formazione a quattro?
Ralf Hütter: Un'esigenza di ampliare la comunicazione cerebrale. Io e Florian abbiamo sempre cercato di constituire un nucleo a quattro, ma i tentativi fallivano perché non riuscivamo a trovare dei misicisti disposti a considerarsi come lavoratori musicali, a lovarare duramente in studio ogni giorno, con la medesima totale applicazione. Infine, con Wolfgang e Karl, abbiamo trovato le nostre anime gemelle.
Ciao 2001: L'estate scorsa, avete effettuato la prima tournée mondiale della vostra carriera...
Ralf Hütter: Siamo stati in Bulgaria (in due concerti, sono venuti a vederci oltre 25.000 persone), in Polonia (dove abbiamo suonato nel centro sindacale di Solidarnosc), in Australia, in Giappone e in India. La tournée riprenderà quaest'autunno: andremo nella Germania Orientale, nell'Unione Sovietica. Poi abbiamo programmato sei mesi da passare in studio per la realizzazione del nuovo album.
Ciao 2001: Avete già qualche idea?
Ralf Hütter: Ancora molto vaghe. Certo il nuovo album incorporerà le esperienze di questa enorme tournée mondiale, con tutti gli scambi che abbiamo avuto con culture così diverse. Intanto, in questi giorni, per rafforzare l'immagine europea del nostro tipo di comunicazione elettronica, abbiamo deciso di incidere l'ultimo 45 giri, "Pocket Calculator", in lingua italiana e in lingua francese. Nei mesi scorsi l'avevamo già registrato in tedesco, in inglese e in giapponese...
Interview to Manuel Insolera


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Updated: March 2, 2009